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		<title>URBANISTICA DI OGGI E DI DOMANI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:37:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2012/01/the-lego-house-8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-544" title="the-lego-house-8" src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2012/01/the-lego-house-8.jpg?w=500&#038;h=341" alt="" width="500" height="341" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Recentemente ho votato positivamente e sostenuto la delibera di adozione della Variante al POC – RUE che, tra i tanti interventi, dà completamento a 3 peep (Marzaglia, Lesignana e Cittanova) attualmente non ancora terminati. Questo in coerenza con le richieste dei tanti cittadini che hanno presentato oltre 150 richieste di variazioni urbanistiche (70 delle quali accolte). Detto questo si apre il capitolo delle nuove edificazioni e del nuovo assetto urbanistico della città, tema che si affaccia al dibattito pubblico spesso in maniera preclusiva e approssimata. Come forza di governo della città dovremo saper volgere oltre l’orizzonte del nostro mandato, oltre gli umori cittadini, ma radicando ora le basi per una nuova identità della nostra cara Modena.</p>
<p style="text-align:justify;">La revisione dei regolamenti che disciplinano il Social Housing, i Peep e gli Erp sono senz’altro un elemento fondamentale, ma non il prioritario. Occorre anzitutto capire da che contesto vogliamo sviluppare il dibatttito, cioè se preferiamo ragionare su logiche di area vasta (includendo quindi i Comuni della cintura) o se intendiamo perseguire politiche prettamente localistiche. Personalmente credo si debba ragionare in coerenza con gli altri ambiti della vita quotidiana che hanno messo a fuoco questo tema (in primo luogo il lavoro, il tempo libero, i servizi). Il recente PAL approvato in Provincia ribadisce il concetto di pianificazione di respiro provinciale, il mercato del lavoro si orienta sempre più verso la definizione di distretti funzionali (dal ceramico al biomedicale) traguardando i confini geografici comunali. Anche sulla “casa” il primo interrogativo da porsi è quello della “territorialità”, ben sapendo che concertare politiche abitative con altri territori è complesso e articolato, ma è anche una sfida di alto profilo e di coraggio (penso ai flussi migratori verso i territori limitrofi come Rubiera, Bastiglia, Formigine).</p>
<p style="text-align:justify;">Ritengo quindi un errore la semplificazione della questione ad un “bisogno abitativo da soddisfare”, il quadro è più ampio e complesso. Il carico abitativo porta in sé la necessità di infrastrutture, di servizi, di luoghi e spazi aggregativi e questi elementi debbono trovare una collocazione equilibrata in una logica di lungo periodo, ovvero in un PSC attento alla crescita armonia della nostra città e capace di trattenere e attrarre i cittadini sia per l’offerta abitativa, ma anche per la qualità della vita, per le opportunità lavorative, per il livello e l’offerta dei servizi alla persona. Solo il nuovo PSC potrà essere il contenitore di queste scelte, strategiche e fondamentali. </p>
<p style="text-align:justify;">I quasi 10.000 appartamenti sfitti nella nostra città debbono tradursi in opportunità, incentivando le ristrutturazioni, agevolando gli affitti calmierati attraverso accordi tra le parti, premiando chi non lascia sfitto il proprio appartamento, perché i “mancati guadagni” dei tanti piccoli proprietari che non riescono a vendere o cedere in locazione il proprio immobile è un problema che ha ricadute dirette sull’intera collettività.</p>
<p style="text-align:justify;">Il PD se la sente di osare? Esprimendo questi pensieri resto convinto del fatto che abbiamo tutto il potenziale per riuscire a farcela, riuscire a scommettere su nuovi modelli di sviluppo, nuovi modelli di crescita, ora più che mai. Il pragmatismo dei numeri e dei tagli non ci può impedire di sviluppare una Modena che non poggi solo sulla crescita volumetrica vincolando gli oneri di urbanizzazione alle politiche di bilancio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabiorossi.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabiorossi.wordpress.com/543/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=543&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>“Sacrifici, segnali d’amore” di ENZO BIANCHI</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 09:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiorossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  &#8230;da La Stampa del 11 dicembre 2011 Da anni, su queste colonne mi è parso doveroso e responsabile denunciare l’imbarbarimento e la crisi verso la quale andava la nostra società, dapprima a piccoli, poi a grandi passi. Nel frattempo è sopraggiunta la «crisi» economica – prima sottovalutata, poi tenuta nascosta o negata, infine esplosa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=539&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/12/getmedia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="getmedia" src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/12/getmedia.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;">&#8230;da La Stampa del 11 dicembre 2011</p>
<p>Da anni, su queste colonne mi è parso doveroso e responsabile denunciare l’imbarbarimento e la crisi verso la quale andava la nostra società, dapprima a piccoli, poi a grandi passi. Nel frattempo è sopraggiunta la «crisi» economica – prima sottovalutata, poi tenuta nascosta o negata, infine esplosa in tutta la sua pesantezza – che però si è scoperta essere anche crisi etica, culturale. Il salmo 49, con la sua sapienza accumulata nei secoli, sottolinea come «l’uomo nel benessere non capisce, è come un animale…».<br />
Solo ora ci stiamo incamminando verso la presa di coscienza che non è più possibile proseguire sulla strada percorsa nell’ultimo ventennio, che la mancanza di eguaglianza e di giustizia rende la nostra vita – che resta sempre «vita comune», non foss’altro perché vissuta su una stessa terra – più difficile, meno sicura, più conflittuale, più barbara. Ci stiamo rendendo conto che il vivere con il mito idolatrico del «tutto e subito», del «tutto ciò che è tecnicamente possibile va fatto» non ci garantisce un futuro buono, che il pensare solo all’oggi, solo a noi stessi come individui impoverisce la terra e fa aumentare il deserto, ci rende incapaci di lasciare alle nuove generazioni una «eredità» nel vero e nobile senso del termine.</p>
<p>Tuttavia oggi ci sembra di poter dire con convinzione, anche se senza alzare la voce, che si intravedono segni di speranza. Una speranza sostenuta da nuovi governanti che danno segni di voler essere «politici» nel vero senso della parola: uomini e donne al servizio della polis, della società con lo stile di chi, consapevole della sua responsabilità, non ostenta, non vuole apparire e cerca di parlare con parresia, con franchezza e sincerità, perseguendo il bene comune.</p>
<p>È in questo contesto che, nella comunicazione viva e fatta con tutta la sua persona da parte del ministro del Lavoro, abbiamo colto la verità della parola «sacrificio»: una commozione che ben ne ha mostrato la fatica, il costo, la necessità e la verità. Da tempo, per lo meno nel mondo occidentale, «sacrificio» non ha più l’accezione legata alla sua etimologia di impronta religiosa: «sacrum facere», «rendere sacro» un oggetto o una realtà spostandola dalla dimensione profana a quella appartenente al divino attraverso un rito o un insieme di gesti che arrivavano fino all’offerta – «sacrificale», appunto – di una vittima per ingraziarsi gli dèi o placarne l’ira. Il «capro espiatorio», così finemente analizzato anche nella sua dimensione fondativa di una cultura, ha lasciato il posto a «sacrifici» meno cruenti ma più quotidiani, legati comunque alla faticosa ricerca di una vita «migliore».</p>
<p>Così la mia generazione, cresciuta in un’epoca ancora di cristianità, è stata educata umanamente e cristianamente a «fare sacrifici»: privarci di alcune cose, rinunciare ad altre, accontentarci di quello che c’era… Del resto, negli anni dell’immediato dopoguerra, in cui molti vivevano in condizione di fame e miseria, «fare sacrifici» per molti non era un’opzione, ma la condizione toccata loro in sorte. Ma quell’invito ossessionante alla privazione, sovente svuotato di ogni motivazione e slegato dalla possibilità di vederne i frutti, creò di fatto una reazione di rigetto: nessuno volle più sentir parlare di sacrifici, né tanto meno continuare a farli, soprattutto nell’ora del boom economico.</p>
<p>In questo senso la mia generazione ha una responsabilità nella mancata trasmissione alle generazioni successive del valore del sacrificio. E oggi, incapaci come siamo stati di comunicare la valenza umanizzante dello sforzo e della rinuncia, ci ritroviamo tutti in una cultura impossibilitata a intravedere un orizzonte di bene comune e di speranza, abbiamo assistito al rarefarsi di persone pronte a dedicare tempo, mezzi, energie, beni per una maggiore umanizzazione, per la crescita di una convivenza pacifica, per l’affermazione di valori e principi degni dell’uomo o, ancor più semplicemente, per preparare un futuro migliore per i propri figli. Mancanza davvero grave, perché il sacrificio è una cosa seria: significa privarsi di un bene, astenersi da una possibilità in vista di un bene più grande che, se è tale, riguarda tutti, concerne la communitas e non il mio interesse personale. Spendere le proprie energie, fino al gesto estremo di sacrificare la vita stessa è possibile e doveroso se con quel sacrificio si ottiene giustizia, pace, libertà: quanti uomini e donne nella storia hanno sacrificato tempo, risorse, affetti per la realizzazione di ideali e per sconfiggere l’ingiustizia a beneficio di tutti.</p>
<p>Ma riscoprire il significato fecondo del sacrificio richiede un discernimento su azioni e comportamenti che da tempo abbiamo rinunciato a esercitare, assumendo senza alcuna criticità quello che il consumo, il mercato e la propaganda ci presentavano come stile di vita «normale». Così non sappiamo più distinguere tra necessario e superfluo, né riusciamo a mettere ordine nel nostro universo mentale e comportamentale tra bisogni, desideri, voglie, sogni e capricci. Si è come smarrita ogni scala di priorità: tutto pare sullo stesso piano, perché tutto attiene in positivo o in negativo al suo impatto sulle nostre sensazioni immediate. Noi abbiamo smarrito il senso della communitas tra contemporanei come di quella che ci lega con responsabilità alle generazioni future: vogliamo leggere, definire, vivere e consumare il nostro orizzonte limitandolo a un «io» narcisistico e prepotente o a un «noi» ristretto e fissato dal nostro vantaggio e non dalla realtà della polis.</p>
<p>Credo che questo smarrimento culturale ed etico abbia profondamente a che fare con l’affievolirsi del «senso» attribuibile ai «sacrifici»: se non ci sono principi condivisi, se non c’è un fine superiore alla momentanea soddisfazione personale, se non si percepisce alcun legame tra generazioni né responsabilità verso il futuro della collettività, sarà ben difficile rinunciare spontaneamente a qualcosa o aderire con convinzione a una rinuncia imposta dalle circostanze avverse. Se manca un orizzonte condiviso, se ogni atteggiamento è eticamente indifferente, se pretendiamo come diritto tutto ciò che è tecnicamente o economicamente possibile, allora ci troveremo impotenti di fronte a ogni avversità, le subiremo come catastrofi ineluttabili e cercheremo di sottrarci ad esse senza gli altri o addirittura contro di loro. Il sacrificio amputato della solidarietà, la rinuncia svuotata della speranza, il prezzo da pagare dissociato dal valore del bene da acquisire diventano insopportabili: nella communitas, infatti, il sacrificio è il debito che io liberamente assumo verso l’altro, altrimenti la communitas stessa cessa di esistere.</p>
<p>Solo un ideale altro e alto, la speranza di contribuire a un mondo migliore di quello che abbiamo conosciuto, la preoccupazione per il benessere di chi verrà dopo di noi, la solidarietà con chi, vicino o lontano da noi, non può accedere a beni essenziali che noi non ci rendiamo nemmeno più conto di possedere può spingerci non solo ad accettare i sacrifici ma ad affrontarli con consapevolezza e convinzione: quanti tra coloro che ci hanno preceduto avrebbero affrontato le difficoltà della vita se non avessero sperato di offrirci una condizione migliore? Perché il risultato del sacrificio non è il poterne fare finalmente a meno, bensì l’affermare con la propria vita quotidiana che un altro mondo è possibile, che l’uomo non è nemico dell’uomo e che vi sono principi di equità, di giustizia, di pace, di solidarietà che vale la pena vivere a qualunque prezzo: in fondo, il valore di ogni nostro desiderio è il prezzo che siamo disposti a pagare per raggiungerlo.</p>
<p>Davvero il sacrificio è iscritto nell’amore, perché nelle storie d’amore sempre accade che per il bene dell’altro io devo rinunciare a qualcosa che è solo a mio vantaggio, secondo il mio desiderio o capriccio. Allora, anche se il nostro faticoso lavorare il campo della vita non dovesse essere coronato dai frutti, ci resterà almeno la soddisfazione di aver dissodato il terreno perché altri, cui siamo legati dalla comune umanità, potranno trovarvi nutrimento e gioia.</p>
<p>“Sacrifici, segnali d’amore” di ENZO BIANCHI da La Stampa del 11 dicembre 2011</p>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiorossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/10/adesivo-lungo.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/10/adesivo-lungo.jpg?w=500&#038;h=51" alt="" title="ADESIVO lungo" width="500" height="51" class="aligncenter size-full wp-image-534" /></a></p>
<p>&#8230;Anche Repubblica parla di noi!!!</p>
<p>http://www.repubblica.it/motori/dueruote/2011/10/19/news/motori_rossmann_project-23499797/</p>
<p>Nel 2001 l&#8217;Europa decide di porsi come obiettivo di dimezzare i morti per incidenti stradali entro il 2010. L&#8217;obiettivo non è stato pienamente raggiunto; in particolare, gli incidenti che coinvolgono i motociclisti aumentano in numero e gravità.<br />
Una delle cause della gravità di tali incidenti sono gli ostacoli fissi, ed in particolare i montanti delle barriere stradali. La CE (attraverso il C.E.N.) emanerà una normativa specifica che impone a tutti i gestori di strade un progressivo adeguamento.</p>
<p>ROSSMANN PROJECT S.r.l. decide di rispondere a questo bisogno; rendere molto meno offensivi per gli utenti deboli  i guard-rail.<br />
Come? mediante l&#8217;impiego delle nostre protezioni: elementi modulari in tessuto tecnico riempiti di materiale sciolto RICICILATO E RICICLABILE AL 100%, da posizionare a complemento delle barriere già esistenti o montare su quelle di nuova costruzione.</p>
<p>Innovazione dei materiali<br />
.<br />
Semplicità di installazione<br />
.<br />
Adattabilità alle barriere esistenti<br />
.<br />
Impiego di materiali riciclati<br />
.<br />
ZERO manutenzione</p>
<p>Tutta la gamma di prodotti Rossmann Project S.r.l. sono testati e tutelati da un brevetto di invenzione industriale europeo!</p>
<p>HAVE A NICE STREET!!!</p>
<p>Qualche referenza:<br />
Il progetto è stato presentato alla Fiera Ecomondo di Rimini ed. 2010 su invito dell’Ente Fiera. Sempre nel 2010 è stato oggetto di un seminario presso l’Università di Urbino (Ricerca, Sviluppo tecnologico e tutela brevettale in Europa. Case history: Progetto Rossmann). Ha vinto il bando “Intraprendere a Modena 2010, premio speciale giuria” e Spinner 2013 E.R. (call 2010).<br />
Si è classificato 3° alla Spinner Start-cup 2011 E.R. ed è stato selezionato per il Working Capital – Premio Nazionale per l&#8217;Innovazione 2011 (che si terrà il prossimo Novembre a Torino).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabiorossi.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabiorossi.wordpress.com/529/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=529&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IL BIG BANG DELLA LEOPOLDA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:54:27 +0000</pubDate>
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<p>Andrò alla Leopolda di Firenze perchè è ora di cambiare.<br />
Perchè l&#8217;Italia di oggi non può permettersi di attendere ancora, e il Partito Democratico deve farsi carico di questo momento critico per il Paese e rilanciare un progetto credibile e coraggioso. Siamo difronte ad un momento storico senza precedenti e il Governo Berlusconi ha mostrato tutta la propria inadeguatezza a Guidare il nostro Paese. Ora più che mai, quindi, la politica deve ricucire lo strappo che si sta dilatando sempre più tra mondi economici, società civile, stato. Cittadini esasperati che scendono in piazza per gridare il proprio dolore, la propria paura nel domani, I rappresentanti dell&#8217;economia che lanciano messaggi allarmanti&#8230;<br />
Dobbiamo sentirci scuotere la coscienza, sentire che noi per primi possiamo essere gli attori di quel cambiamento. Scelgo di farlo dalla Leopolda insieme a Matteo Renzi ed ai tanti, tantissimi Democratici che vogliono un PD protagonista di oggi e di domani, protagonista di una stagione politica non più fatta di cooptazioni, di manuali Cencelli, di spartizioni di poltrone, di politica fatta per gli altri, riscoprendo il valore della partecipazione, della sobrietà, del servizio.<br />
Se Renzi riuscirà a far da collettore a queste speranze e a farne la nuova bandiera del Partito Democratico, allora quel 30% di cittadini che alle ultime elezioni hanno scelto di non votare, di non delegare alcuna forza politica ad amministrare la nostra Italia potrà trovare nel PD un volto credibile e rinnovato, capace di accogliere tutti e di raccogliere i contributi di ciascuno.<br />
Ci vediamo alla Leopolda!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabiorossi.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabiorossi.wordpress.com/526/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=526&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Urbanistica Democratica</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:39:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/10/green20energy4.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/10/green20energy4.jpg?w=500" alt="" title="green%20energy4"   class="aligncenter size-full wp-image-523" /></a></p>
<p>Penso che la storia di questi giorni ci stia lanciando segnali che non possiamo ignorare. La crisi economica fa da cornice allo sfaldamento del sistema sociale così come lo conosciamo. Politica e società civile vivono vite parallele, per dirla alla Battiato, cittadini sempre più disillusi e amministrazioni locali sempre meno capaci di farsi carico di un fardello che il governo centrale appesantisce di giorno in giorno.</p>
<p>Il Partito Democratico vive questa situazione anche al proprio interno, con moti di sofferenza di iscritti che in diversi quartieri della città si oppongono alle politiche urbanistiche edificatorie, mettendo in discussione piani attuativi che in altri momenti probabilmente non avrebbero destato perplessità, ma che oggi debbono fare i conti con una condizione di mercato in ginocchio. Il presidente della Fiera di Bologna Duccio Campagnoli, ieri tracciando il bilancio del SAIE 2011 citava il –40% del settore delle Costruzioni, cartina di tornasole dell’incapacità di potersi comprare casa da parte dei tanti cittadini che invece ne avrebbero bisogno, necessità. Per non parlare dei quasi 10.000 appartamenti sfitti della nostra città, che si possono tradurre come “mancati guadagni” da parte dei tanti piccoli proprietari che non riescono a vendere o cedere in locazione il proprio immobile… è un tema complesso che deve meritare nuove risposte, strade coraggiose da intraprendere con la collaborazione delle parti sociali e dei mondi economici. Il cambio di direzione che ci chiede la Banca Centrale Europea sta anche nelle scelte che città importanti come la nostra possono mettere in campo per innescare processi virtuosi di crescita.</p>
<p>Il PD se la sente di osare? Mi è capitato poco tempo fa di esprimere queste perplessità, convinto del fatto che abbiamo tutto il potenziale per riuscire a farcela, riuscire a scommettere su nuovi modelli di sviluppo, nuovi modelli di crescita, ora più che mai. Il pragmatismo dei numeri e dei tagli non ci può impedire di sviluppare una Modena che non poggi solo sulla crescita volumetrica vincolando gli oneri di urbanizzazione alle politiche di bilancio. Le risposte alle esigenze abitative debbono trovare casa in scelte che prediligano le ristrutturazioni, le riconversioni, l’impegno della macchina amministrativa al servizio di quelle migliaia di case non vendute che giacciono sul nostro territorio.</p>
<p>Scelte di campo come questa e come le tante altre cui saremo chiamati presto debbono caratterizzarci come forza democratica riformista, con l’umile consapevolezza che occorre prima di tutto rinnovarsi al proprio interno, segnale indispensabile per essere testimoni credibili del cambiamento. </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabiorossi.wordpress.com/522/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabiorossi.wordpress.com/522/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=522&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>dalle pagine di cronaca di questi giorni!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 06:43:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/carlino-2011-7-giugno.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/carlino-2011-7-giugno.jpg?w=500&#038;h=258" alt="" title="carlino 2011 7 giugno" width="500" height="258" class="aligncenter size-full wp-image-519" /></a><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/informazione-2011-7-giugno.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/informazione-2011-7-giugno.jpg?w=500&#038;h=706" alt="" title="informazione 2011 7 giugno" width="500" height="706" class="aligncenter size-full wp-image-518" /></a></p>
<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/modena-qui-2011-7-giugno.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/modena-qui-2011-7-giugno.jpg?w=500&#038;h=706" alt="" title="modena qui 2011 7 giugno" width="500" height="706" class="aligncenter size-full wp-image-517" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabiorossi.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabiorossi.wordpress.com/516/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=516&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Consiglio Comunale sulla crisi economica</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 17:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il testo del mio intervento di oggi in aula: L’osservatorio Provinciale sul mercato del lavoro, lo scorso 15 aprile, ha presentato i dati sul mercato del lavoro nel nostro territorio: Un&#8217;economia che ha ripreso a crescere ma con prospettive incerte; un mercato del lavoro che sta premiando la flessibilità, privilegiando le forme contrattuali meno vincolanti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabiorossi.wordpress.com&amp;blog=7368128&amp;post=510&amp;subd=fabiorossi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/sito-in-costruzione.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/06/sito-in-costruzione.jpg?w=500" alt="" title="SITO IN COSTRUZIONE"   class="aligncenter size-full wp-image-512" /></a></p>
<p>Il testo del mio intervento di oggi in aula:</p>
<p>L’osservatorio Provinciale sul mercato del lavoro, lo scorso 15 aprile, ha presentato i dati sul mercato del lavoro nel nostro territorio: Un&#8217;economia che ha ripreso a crescere ma con prospettive incerte; un mercato del lavoro che sta premiando la flessibilità, privilegiando le forme contrattuali meno vincolanti con il calo dei rapporti a tempo indeterminato e l&#8217;aumento dei contratti a tempo determinato e di quelli in somministrazione.<br />
La ripresa dell&#8217;economia modenese nel 2010 viene confermata, è un dato di fatto, con segni positivi rispetto allo stesso periodo del 2009 rispetto ai valori di produzione, fatturato, ordini ed export. Potremmo tiepidamente affermare che stiamo uscendo dalla crisi, che il peggio è passato. È davvero così? Il futuro oggi appare attraversato da un&#8217;incertezza di fondo e l&#8217;occupazione continua a segnare un risultato negativo sul quale incide anche la cessazione di procedure di cassa integrazione straordinaria.<br />
Complessivamente il mercato del lavoro segna una perdita pari allo 0,9 per cento di addetti, segnando quindi un rallentamento rispetto alla riduzione dell&#8217;1,8 per cento del 2009.<br />
Soffrono i comparti della meccanica e della ceramica, il settore dove si registra il calo maggiore con una diminuzione dei posti di lavoro del 3 per cento. Negativo anche il comparto del tessile abbigliamento con un calo dell&#8217;1,4 per cento, mentre mostrano segnali di tenuta i settori dell&#8217;industria alimentare, dell&#8217;elettronica e delle apparecchiature elettriche, tra le quali il biomedicale. I servizi hanno mostrato invece una buona reattività rispetto alla ripresa economica.<br />
Un’analisi che legge l’intero territorio provinciale ma che ci offre significativi indicatori rispetto alle valutazioni ed alle considerazioni politiche sulla situazione della città. Ci dice anzitutto COME le imprese modenesi hanno affrontato la crisi, ovvero cercando di rafforzare la competitività attraverso l&#8217;incremento di efficienza dei processi, il controllo dei costi, il rinnovamento della produzione, e soprattutto verso la ricerca di flessibilità. Su questo elemento dobbiamo riflettere, perché incide in maniera pesante e diretta sulle scelte che tanti giovani compiono rispetto al proprio futuro, rispetto al proprio progetto di vita.<br />
Ma ci dice anche che l’onda della crisi ci restituisce INCERTEZZA, che possiamo chiamare prudenza o paura, ma che nella sostanza ci rende cauti e meno coraggiosi verso il domani, meno capaci di scelte forti, di progetti alti. A noi allora spetta il compito di saper mettere a fuoco quegli elementi cardini sui quali costruire vie d&#8217;uscita rapide ed efficaci capaci di rilanciare il sistema produttivo locale. Senza dubbio favorire i processi aggregativi tra i diversi attori sociali (come ad esempio il recente accordo di collaborazione per sostenere le necessità finanziarie delle imprese siglato tra un importante gruppo bancario modenese ed una associazione di categoria), investire nell&#8217;innovazione e nello sviluppo d&#8217;impresa (il progetto Modena Innova ne è l&#8217;esempio calzante), mettere in rete le conoscenze e le competenze per creare nuovi spazi di mercato, nella logica che dalla crisi ci si esce tutti insieme, col contributo prezioso che ciascuno può offrire. Infine, la capacità delle imprese di nuove prospettive, di creare forti discontinuità, prima fra tutte rispetto le economie verdi.<br />
La riconversione ambientale dell’economia può rappresentare una vera discontinuità, un vero balzo in avanti, quello che l’elettrificazione, le telecomunicazioni, la rivoluzione informatica hanno rappresentato tra fine ottocento e novecento. La costruzione di una società a basso contenuto di carbonio è una prospettiva già in parte in atto, sulla quale le imprese italiane si sono incamminate pur in assenza di un quadro di regole stabili e di incentivi certi. L’economia verde deve essere protagonista di un disegno di sviluppo del paese come concepita nel programma Industria 2015 che va rafforzato e aggiornato ai prossimi anni. C’è il rischio concreto che la crisi economica in Italia non sia solo un fenomeno congiunturale, e quindi un calo a cui segue in modo quasi automatico un rimbalzo positivo, ma si traduca piuttosto in una riduzione della struttura produttiva del paese. È un rischio molto grave, che segnerebbe un impoverimento strutturale e che va contrastato con forza e grande tempestività, sorreggendo con un disegno chiaro di politica industriale linee e settori di possibile sviluppo, privilegiando la chiave dell’economia verde, come hanno già fatto con investimenti consistenti Stati Uniti, Germania e Cina tra gli altri. Non si può pensare di uscire da una crisi arroccandosi in una posizione difensiva, senza investire nel futuro, senza affrontare quegli adeguamenti che possono mettere il nostro sistema produttivo di grado di competere con gli altri.<br />
Mettere al centro il tema dell&#8217;occupazione e del lavoro significa quindi mettere al centro le persone, prendersi cura delle loro aspirazioni e aspettative, dei loro sogni per il domani. Scrive in questi giorni il nostro vescovo Lanfranchi: “il lavoro sta mutando radicalmente fisionomia e pone nuovi problemi di impiego, di inserimento delle nuove generazioni, di competenza, di concorrenza e distribuzione mondiale, ecc. Il superamento di una organizzazione della produzione che imponeva alla maggior parte dei lavoratori un’attività ripetitiva, rende oggi possibile favorire forme di lavoro più rispettose delle persone, che ne sviluppano creatività e coinvolgimento. Oggi è possibile e auspicabile la promozione della piena e buona occupazione, che non umilia cioè la persona, ma le consente di partecipare attivamente alla produzione del bene comune.”</p>
<p>concludo con le parole del pontefice Benedetto sedicesimo, che proprio oggi dice: &#8220;Adottare complessivamente uno stile di vita rispettoso dell&#8217;ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie appropriate che salvaguardino il patrimonio della creazione e siano senza pericoli per l&#8217;uomo, devono essere priorità politiche ed economiche&#8221;.</p>
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		<title>Costruiamo la nostra città</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 16:29:10 +0000</pubDate>
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Sulla questione dell’urbanistica locale si è detto e scritto tanto in questo periodo. Questo significa che il tema sta a cuore ai modenesi, che la città vuole poter dire la propria. Esiste un’opinione pubblica che legge giornali, ascolta radio, si confronta. E’ una voce che esprime anzitutto interesse e attenzione per la propria città, per i luoghi in cui vive, cresce, lavora.<br />
Modena Attiva in parte intercetta questi umori, comitati e gruppi di cittadini fanno altrettanto su aspetti più puntuali e circoscritti. Sono tutte voci che debbono essere ascoltate e con le quali occorre cercare di trovare sintesi e punti di convergenza, anche facendo qualche passo indietro.<br />
I partiti debbono saper accogliere e ascoltare queste voci, perché sono le voci dei tanti elettori che ci delegano al governo ed alla buona amministrazione del nostro territorio, che ha bisogno di sviluppo, di crescita, ma anche di attenzione forte proprio in ragione del fatto che non abbiamo a disposizione risorse illimitate.<br />
Parlo di uso del territorio, inteso come BUON uso, non come bandiera ideologica. Sfatiamo il pregiudizio che il termine “sostenibilità ambientale” equivalga ad una sorta di immobilismo, di ingessatura dei processi di crescita, che significhi non voler pensare ad una città proiettata nel futuro. Anche una parte del centrosinistra fatica ad uscire da questa congettura legata a schemi vecchi 30 anni, occorre avere il coraggio di scommettere invece su nuovi modelli di sviluppo.<br />
Non sono l&#8217;unico del mio gruppo consigliare a pensarla così, con la consapevolezza delle difficili condizioni economiche e del delicato momento che attraversa la nostra società, ma questo non può impedirci di pensare in grande, di avere coraggio.<br />
Ce lo insegnano i nostri anziani, che coltivavano la terra rotando le colture di anno in anno, rendendo quel campo fertile e sempre rinnovato. Con successioni preordinate, progettate perché possano restituire raccolti fruttuosi. “Amministrare” un campo ci insegna che il territorio su cui viviamo “ci è dato”, non si appartiene.<br />
Un esempio? Il Comune ha concesso a Tetrapak l’ampliamento dei propri stabili per far nascere una nuova unità adibita alla R&amp;S. Un intervento che ho sostenuto proprio perché contiene in sé quegli elementi che caratterizzano un’idea di sviluppo e crescita (anche in termini occupazionali) connessa fortemente alla sostenibilità ambientale, al corretto uso del territorio, alla qualità del costruito.<br />
Ben venga allora un sereno confronto che possa far scorgere anche nuove strade, nuovi schemi di sviluppo.<br />
Il bisogno abitativo a Modena è un dato di fatto, così come lo è che tanti sono gli appartamenti sfitti, nonostante politiche abitative che negli ultimi decenni  hanno “iniettato” migliaia di alloggi in edilizia convenzionata dando casa ad oltre 13.000 famiglie.<br />
E’ ancora valido questo modello? Lo sarà per i prossimi 10, 20 o 30 anni? Possiamo prescindere da aspetti come l’efficientamento energetico, il recupero degli spazi abitativi e urbani, la mobilità e i servizi che la crescita abitativa comporta? E’ sufficiente trasformare aree per attrezzature generali in edificabili? Non sono domande retoriche, sono interrogativi che meritano approfondimenti e analisi, perché è sulle risposte che daremo che tracceremo i contorni della nostra città di domani, della città che daremo in mano ai nostri figli.<br />
Lo sforzo deve essere quello di includere questi aspetti in un grande e coraggioso progetto che disegni e tratteggi la Modena del 2030. una città europea ed emiliana di cui saremo fieri ed orgogliosi. </p>
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		<title>INFILTRAZIONI</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 13:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiorossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/04/danni-da-infiltrazioni-acqua.jpg"><img src="http://fabiorossi.files.wordpress.com/2011/04/danni-da-infiltrazioni-acqua.jpg?w=500" alt="" title="danni-da-infiltrazioni-acqua"   class="aligncenter size-full wp-image-503" /></a></p>
<p>Ecco la velina di oggi sull&#8217;ODG che ho presentato lunedì scorso:</p>
<p>Infiltrazioni mafiose, un piano del Pd in 9 punti</p>
<p>Le proposte sono contenute in un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare</p>
<p>Invito a tutti i partiti politici ad adeguarsi al codice etico della commissione antimafia </p>
<p>Un piano in 9 punti per battere le infiltrazioni mafiose. A proporlo, con un ordine del giorno, è il gruppo consiliare del Partito democratico che chiede di convocare entro l’anno un Consiglio Comunale Straordinario – analogo a quello dell’ottobre scorso – dedicato alla presenza della criminalità organizzata nel nostro territorio.</p>
<p>Il documento che ha come primo firmatario il consigliere Fabio Rossi, invita tutti i partiti politici locali “ad adeguarsi al Codice Etico licenziato dalla Commissione Antimafia presieduta dal Senatore Pisanu che prevede la non candidatura per condannati per reati gravi anche in via non definitiva”. Invita inoltre le organizzazioni economiche e del commercio a seguire l’esempio di Confindustria Nazionale che espelle chi non denuncia le richieste estorsive delle organizzazioni mafiose.</p>
<p>Dopo aver elencato gli strumenti messi in campo a Modena per contrastare le infiltrazioni mafiose – dall’Osservatorio provinciale degli appalti al protocollo d’intesa sugli appalti, dal Codice Etico adottato dai Professionisti degli Ordini (CUP) di Modena al recente protocollo d’intesa per la prevenzione dei tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata – il documento ribadisce la necessità di “proseguire queste importanti azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose”.</p>
<p>Seguono le proposte: istituire un Centro di Documentazione sulla Legalità e il Contrasto alla Criminalità Organizzata, che metta assieme Istituzioni, forze economiche, sindacali, Ordini e Collegi Professionali e Volontariato, in stretto raccordo con la Magistratura e le Forze dell&#8217;Ordine; introdurre in tutte le procedure negoziali le autorizzazioni preventive per i sub-affidamenti nei settori più a rischio; inserire nell&#8217;Osservatorio degli Appalti Pubblici la totalità degli Enti totalmente o parzialmente pubblici della Provincia (compresi quelli ad oggi assenti); intensificare gli accessi ed i controlli nei cantieri; chiedere che anche le Stazioni Appaltanti periferiche dello Stato presenti sul nostro territorio aderiscano agli Osservatori Locali degli Appalti come quello di Modena. Il documento sollecita infine il rinnovo del Patto per Modena Sicura che preveda anche “un adeguamento delle risorse umane disponibili per le Forze dell&#8217;Ordine”.</p>
<p>&#8230;ed ecco il testo del documento:</p>
<p><em>Oggetto: “Mafia a Modena, le azioni del Comune sul nostro territorio”</p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE</p>
<p>Premesso</p>
<p>Che il 7 ottobre 2010 si è svolto a Modena un Consiglio Comunale Straordinario sulla mafia, al quale parteciparono Enzo Ciconte, docente di Storia delle organizzazioni criminali e consulente della Commissione parlamentare antimafia e il procuratore della Repubblica di Modena, Vito Zincani.</p>
<p>Che il dottor Ciconte, nella sua relazione, ha ricordato che “negli ultimi vent&#8217;anni Modena ha conosciuto la presenza dell&#8217;Ndrangheta e dei Casalesi e se oggi la prima è più contenuta, i Casalesi hanno attività rilevanti. E&#8217; l&#8217;edilizia il cavallo di Troia attraverso cui è entrata la presenza mafiosa. Il problema è invisibile alla popolazione, perché i Casalesi taglieggiano a Modena i loro conterranei, ma il rischio di infiltrazioni mafiose aumenta nella situazione attuale di crisi di liquidità; il pericolo è che i capitali mafiosi entrino nei circuiti economici e spostino la proprietà di intere aziende e attività.”</p>
<p>Che sempre il dottor Ciconte ha sottolineato che “Il miglior campanello d&#8217;allarme sono i cittadini, le associazioni di categoria, le associazioni sindacali. Ecco perché il problema non si risolve esclusivamente con le forze dell&#8217;ordine, ma serve una rete e l&#8217;adesione al protocollo di Avviso pubblico è di straordinaria importanza&#8221;.</p>
<p>Che dal dottor Zincani, consulente della Commissione parlamentare antimafia è giunto un monito: &#8220;Attenzione alle truffe, nei reati economici la presenza mafiosa è molto più forte di quello che pensate&#8221;. Ha poi aggiunto che le organizzazioni criminali dispongono oggi di enormi quantità di denaro &#8220;perché il crimine non conosce crisi finanziaria e il fronte su cui siamo chiamati ad agire è l&#8217;ingresso dell&#8217;associazione mafiosa nella sfera finanziaria&#8221;, un campo reso particolarmente complesso, poiché &#8220;le ricchezze dei proventi mafiosi vengono trasferite nei circuiti finanziari attraverso le società offshore. L&#8217;obiettivo della criminalità organizzata è penetrare all&#8217;interno del potere economico e da lì nel potere politico&#8221;.</p>
<p>Rilevato</p>
<p>Che la gravità di tali tematiche ha sollecitato le pubbliche Amministrazioni costituendo, già dal 1999 a Modena l’Osservatorio Provinciale degli Appalti Pubblici, che ha come obiettivo l’attività di monitoraggio degli appalti pubblici nella provincia elaborando analisi specifiche sulla realtà economica locale e sulle sue evoluzioni, con dati relativi agli appalti sia pubblici che privati dall’anno 2000.<br />
L’Osservatorio ha, inoltre, l’obiettivo di uniformare ed omogeneizzare qualitativamente il comportamento delle stazioni appaltanti, effettuare iniziative tematiche, attività di consulenza e formazione e promuovendo in collaborazione con il Comune di Modena e USL, un’importante attività di formazione per i Vigili Urbani, quale esperienza pilota, per la verifica e controllo dei cantieri privati, luoghi maggiormente a rischio di illegalità.</p>
<p>Che sempre nel 1999 il Comune di Modena congiuntamente alla Provincia ha elaborato ed approvato il primo Protocollo d’Intesa in materia di appalti con la collaborazione, partecipazione e conseguente sottoscrizione da parte delle maggiori istituzioni e associazioni del territorio:con lo scopo di assicurare la trasparenza la correttezza delle procedure, la qualificazione degli enti appaltanti, il contrasto al lavoro nero ed evasione contributiva, il controllo sul rispetto delle norme riguardanti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nella fase di esecuzione delle opere pubbliche.</p>
<p>Constatato</p>
<p>Che l’impegno costante dell’Amministrazione Comunale nella prevenzione e nel monitoraggio ai pericoli delle infiltrazioni mafiose nel nostro tessuto economico e sociale è un elemento prioritario e di attenzione che si concretizza anche attraverso criteri di aggiudicazione degli appalti in piena osservanza dei dispositivi normativi e della massima trasparenza.</p>
<p>Esprime</p>
<p>Interesse per il Progetto di legge regionale per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose che sta per arrivare all’esame dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, animato dagli stessi intenti che hanno mosso la recente legge regionale sulle nuove regole per le costruzioni e gli appalti pubblici. </p>
<p>Plauso e soddisfazione per il lavoro di tutta l’Amministrazione Comunale, che anche grazie alla professionalità di tanti dirigenti e tecnici impegnati quotidianamente nella gestione del bene comune, collaborano attivamente alla lotta alle mafie.</p>
<p>Sostegno e apprezzamento per il Codice Etico adottato dai Professionisti degli Ordini (CUP) di Modena, che anche nell’ambito del Convegno promosso lo scorso 16 marzo 2010 sottolineavano la gravità del rischio “infiltrazioni” e invitavano i professionisti stessi a denunciare le anomalie nei cantieri.</p>
<p>Apprezzamento per il “Protocollo di Intesa per la Prevenzione dei Tentativi di Infiltrazione della Criminalità Organizzata” siglato lo scorso 31 marzo 2011 tra Prefettura di Modena, Provincia di Modena, Comune di Modena e le stazione appaltanti (ACER, Università, ATCM) operanti nel nostro territorio che prevede tra l&#8217;altro l&#8217;abbassamento degli importi su cui chiedere la certificazione antimafia sotto la soglia “europea” da 4.845.000 a 250.000 euro per le opere pubbliche, 193.000 per i servizi e le forniture e 154.000 per i subappalti a 50.000 euro.</p>
<p>Solidarietà alle Forze di Polizia, Polizia Municipale, Guardia di Finanza, Carabinieri, che nonostante i pesanti tagli subiti da parte del Governo, non cessano di spendersi per e la sicurezza di tutti.</p>
<p>Vicinanza alle tante associazioni da sempre in prima linea nella lotta alla mafia, che grazie all’impegno di tanti cittadini, promuovono un modello culturale e sociale incardinato sulla legalità e l’etica sociale e pubblica.</p>
<p>Invita</p>
<p>a) tutti i Partiti Politici Locali nella scelta dei candidati alle elezioni:<br />
1.	a livello locale ad adeguarsi al Codice Etico licenziato dalla Commissione Antimafia presieduta dal Senatore Pisanu che prevede la non candidatura per condannati per reati gravi anche in via non definitiva<br />
2.	a sollecitare i partiti nazionali perché, specie in assenza di una nuova legge elettorale,  esprimano candidature in osservanza del Codice Etico della Commissione Antimafia citato in precedenza<br />
b) le Organizzazioni economiche e del commercio e della Imprenditoria Locali<br />
1.	a mutuare la decisione assunta da Confindustria Nazionale che prevede al espulsione per chi sottostà e non denuncia le richieste estorsive delle organizzazioni mafiose<br />
2.	a sollecitare perché anche le rispettive Associazioni Nazionali adottino la stessa decisione<br />
c) gli Ordini Professionali Nazionali o le Federazioni degli Ordini Professionali Nazionali<br />
 1. a mutuare  il Codice Etico adottato dal CUP di Modena </p>
<p>Impegna la Giunta</p>
<p>1.	A proseguire queste importanti azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose, attraverso le attività dell’Osservatorio Provinciale degli Appalti, della Camera di Commercio, di tutti gli attori sociali che operano sul nostro territorio;</p>
<p>2.	A convocare un Consiglio Comunale Straordinario per l’anno 2011 che si occupi nuovamente di questi importanti temi, segnale forte di un’attenzione sempre alta della nostra Amministrazione verso questi fenomeni.</p>
<p>3.	Ad istituire un Centro di Documentazione sulla Legalità e il Contrasto alla Criminalità Organizzata, che metta assieme Istituzioni, forze economiche, sindacali, Ordini e Collegi Professionali e Volontariato, in stretto raccordo con la Magistratura e le Forze dell&#8217;Ordine, per fare attività di monitoraggio dei fenomeni criminali ed educazione alla legalità specie nelle scuole;</p>
<p>4.	Ad introdurre in tutte le procedure negoziali delle autorizzazioni preventive per i sub-affidamenti nei settori più a rischio e recesso obbligatorio nel caso in cui le verifiche dovessero dare esito positivo secondo il decreto “antimafia” del 1998;</p>
<p>5.	A rinnovare il Patto per Modena Sicura tra città e Stato volto anche ad un adeguamento delle risorse umane disponibili per le Forze dell&#8217;Ordine.</p>
<p>6.	Ad inserire nell&#8217;Osservatorio degli Appalti Pubblici la totalità degli Enti totalmente o parzialmente pubblici della Provincia (compresi quelli ad oggi assenti);</p>
<p>7.	Ad intensificare gli accessi ed i controlli nei cantieri nonché nuove forme di monitoraggio, anche nell’economia privata, specie in campo edilizio, attraverso una maggiore responsabilizzazione delle Associazioni delle imprese edili;</p>
<p>8.	A chiedere a tutte le Associazioni Imprenditoriali e del Commercio, agli Ordini e Collegi Professionali, di espellere, così come accade in Confindustria Nazionale, gli associati che sottostanno ai ricatti delle organizzazioni criminali.</p>
<p>9.	Ad attivarsi affinchè valuti la possibilità di chiedere che anche le Stazioni Appaltanti periferiche dello Stato presenti sul notro territorio aderiscano agli Osservatori Locali degli Appalti come quello di Modena ed eventualmente possano siglare il recente “Protocollo di Intesa per la Prevenzione dei Tentativi di Infiltrazione della Criminalità Organizzata”  dello scorso 31 marzo 2011</p>
<p>Fabio Rossi – PD</em></p>
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		<title>Modena e le mafie&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:41:42 +0000</pubDate>
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<p>Ieri in aula ampio dibattito attorno alle interrogazioni di Barberini (Lega) e Rossi (IDV) circa il fatto che una ditta di Casal di Principe abbia vinto un appalto per il rifacimento della copertura dello Stadio Braglia di Modena. I fatti risalgono al 2005, ma nonostante questo ieri i riflettori sono stati puntati su quell’episodio, perché, come sostenuto dai due interroganti, i lavori non avrebbero dovuto essere CONCESSI a ditte Casalesi e quindi occorre evitare il RIPETERSI di questi gravi episodi… ma scherziamo??? Volendo dare ordine e sintesi a quanto ho detto in aula potrei riassumere i seguenti punti:</p>
<p>le gare si vincono, non è facoltà di un’amministrazione assegnare i lavori in maniera discrezionale;<br />
non si ci può lagnare di favorire il sistema delle “coop rosse” e poi lagnarsi dell’esatto contrario, ovvero di non aver ASSEGNATO i lavori a dei modenesi;<br />
nel 2005, all’epoca dei fatti, la consigliera Rossi era in Consiglio Comunale, ha avuto 5 anni per chiedere numi alla Giunta, ma guarda caso lo fa ora che è all’opposizione;<br />
non si può gettare fango sui tecnici del Comune;</p>
<p>Come se non bastasse oggi Ballestrazzi (modena5stelle, ex grillino licenziato da Grillo in persona) deposita un Ordine del Giorno in cui scrive che l&#8217;Amministrazione si deve impegnare &#8220;ad utilizzare sempre di più il metodo dell&#8217;offerta economicamente più vantaggiosa nell&#8217;aggiudicazione di opere e di servizi limitando al minimo la valutazione discrezionale delle Commissioni incaricate di aggiudicare gli appalti&#8221;, insinuando che le commissioni TECNICHE che valutano le offerte siano in un qualche modo &#8220;condizionabili&#8221; o non siano in grado di svolgere il proprio lavoro autonomamente.<br />
Ricordo che le offerte che valutano sono composte da un&#8217;offerta di ribasso sugli importi a base d&#8217;asta e da una serie di migliorie progettuali; il combinato di questi due fattori determina la ditta aggiudicatrice&#8230; </p>
<p>Questa china polemica e offensiva fa male a Modena e ai Modenesi… incassiamo il dissociamento da queste polemiche da parte del PDL, ci ritroviamo un po’ più soli a lottare le mafie… purtroppo.</p>
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